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Tex: L’ultimo guerriero – La guerra che non vuole finire

Nel 1974, nella giungla delle Filippine, un soldato giapponese depose finalmente le armi: per quasi trent’anni aveva continuato a combattere una guerra che il resto del mondo aveva già archiviato. Fedele a un ordine che nessuno gli aveva mai revocato, vedeva ancora un nemico in chiunque si avvicinasse.

È un’immagine che torna alla mente leggendo L’ultimo guerriero, lo Speciale Tex Willer firmato da Pasquale Ruju e Roberto Zaghi.

La trama

Qualche anno dopo la fine della guerra di Secessione, una pattuglia di soldati viene massacrata da un killer feroce e misterioso. Un superstite lo descrive come un soldato in divisa grigia, cioè confederata. Tex lo soccorre e si mette sulle sue tracce. Il massacro è avvenuto in territorio Cherokee, quindi la strada porta al capotribù Stand Watie, anziano ed ex colonnello dei confederati. Le domande sono due: chi è il soldato indiano che non ha accettato la fine del conflitto, e perché continua a combattere?

La sceneggiatura

Ruju costruisce un racconto ben calibrato, che mantiene alta la tensione dall’inizio alla fine. La figura del guerriero che non riesce a lasciarsi la guerra alle spalle dà alla storia una dimensione più ampia del semplice duello tra Tex e il suo avversario: parla di lealtà, di appartenenza e di ferite che la pace ufficiale non basta a rimarginare.

I disegni

Roberto Zaghi firma tavole di grande impatto, coerenti dalla prima all’ultima pagina. Le scene di combattimento sono la parte che più mi ha colpito: dinamiche, leggibili, piene di movimento. Il suo Tex è fedele alla tradizione ma mai statico, classico e allo stesso tempo fresco.

L’ambientazione

Il territorio Cherokee e il clima del dopoguerra portano la storia lontano dal western canonico. A tratti nevica, e la neve, in un albo in bianco e nero, rende il contrasto ancora più forte: dà all’avventura un tono freddo, spoglio e malinconico, perfetto per una storia di reduci.

In conclusione

L’ultimo guerriero è un albo che funziona su più livelli: avventura solida, tensione ben dosata, disegni di grande qualità e un’ambientazione che sa distinguersi. Come il soldato nella giungla, il suo guerriero ci ricorda che a volte la guerra finisce per tutti tranne che per chi l’ha combattuta. Ne consiglio la lettura, ai lettori di Tex e anche a chi si avvicina per la prima volta al ranger.

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