La casa: il rogo del Male. L’ultimo film della saga demoniaca.

A volte ritornano. Ecco dunque il nuovo capitolo della saga di Evil Dead, uno dei titoli di punta dell’estate horror. 2026 Il franchise, nato nei primi anni Ottanta dalla mente perversa di Sam Raimi e forte della fisicità dell’irresistibile Bruce Campbell, con uno stile affine a Evil Dead Rise (La casa – Il risveglio del male) del 2023 che vedremo in sala dall’8 luglio 2026.
La Casa: il rogo del Male ha per protagonista, nei panni della neovedova Alice, l’attrice emergente svizzera di origini algerine e fiamminghe Souheila Yacoub. Classe 1992, la Yacoub è un ex ginnasta. Al grande pubblico si è fatta conoscere tramite il blockbuster fantascientifico Dune-parte due di Denis Villeneuve nel 2024, ma alcuni la ricorderanno anche per il curioso giallo al femminile Le donne al balcone – The Balconettes di Noémie Merlant.
Accanto a lei c’è l’americano Hunter Doohan, visto nel ruolo di Tyler Galpin nella serie di Netflix Mercoledì e poi in quelli di Muse in Daredevil: Rinascita. Il cast principale è completato da Luciane Buchanan, vista nel thriller d’azione The Night Agent, dalla neozelandese Tandi Wright (era nel mitico Pearl di Ti West) e dall’attore australiano George Pullar.

La storia di questo nuovo capitolo non è legata ai precedenti. La saga infatti è ora caratterizzata da una struttura antologica. Il rogo del Male mantiene le dinamiche relazionali familiari e l’ambientazione claustrofobica.
La storia gira intorno a una giovane donna, Alice, che, devastata dalla prematura perdita del marito, decide di cercare conforto presso i suoceri, dai quali si trasferisce temporaneamente. La coppia vive in un luogo isolato, teoricamente ideale per ricomporsi ed elaborare il lutto in pace e solitudine.
L’immancabile profanazione del Libro dei Morti risveglia forze demoniache desiderose di tornare sulla Terra a mietere vittime. Così, uno dopo l’altro, i membri della famiglia acquisita di Alice iniziano a trasformarsi in raccapriccianti Deadite, fautori di un brutale assedio domestico.
Il “solito” film per gli amanti del genere.
Il 2026 è stato un anno molto importante per pellicole horror, tanto che ora è opinione diffusa che tale genere sia l’unico che veramente consenta di sperimentare e che a costi contenuti promette per i produttori ricavi spesso molto elevati. Abbiamo avuto recentemente due esempi importanti quali Obsession e Backrooms.
Tuttavia se ci si discosta da opere prime, (e dunque per questo necessariamente “nuove”), le pellicole che perpetuano delle saghe o dei franchisee rischiano di essere soltanto delle mere ripetizioni e rifacimenti di film precedenti, con inevitabili dejà vu dove si ricercano ossessivamente nuovi modi per generare disgusto nello spettatore tramite scene splatter o jumpscare: il problema è che eccetto questo c’è ben poco. E non sfugge a queste considerazioni La Casa: il rogo del Male.

Il film infatti non innova assolutamente il genere nè tanto meno la saga. C’è sempre una final girl, un prologo scollegato con il resto del film, molte cose non spiegate, (come a dire che della trama interessa fino ad un certo punto basta che faccio venire qualche conato di vomito a chi guarda certe scene), ed infine, caratteristica fastidiosissima, una scena post credit messa lì tanto per giustificare l’ennesimo sequel non chiudendo definitivamente la storia.
L’unico elemento divertente (e nuovo) è la presenza di una spassosissima nonnina al tempo stesso rimbambita e taccagna che non rendendosi conto di ciò che la circonda genera ilarità per le sue battute completamente fuori contesto (e perciò con effetto comico). Gli amanti del genere però non resteranno delusi: tutti gli elementi raccapriccianti ci sono, ossia sbudellamenti vari, sangue a ettolitri (cit. Mario Brega), baci in bocca con scambio di saliva mista a secrezioni varie, ossa e dita rotte e/o mozzate, e pelle bruciata.
C’è perfino, chissà se voluto o meno, un omaggio niente meno che al finale del primo Terminator dove il cyborg riemergeva dalle fiamme per terminare la sua missione (e Sarah Connor). Un modo per distinguere questa pellicola dalle altre però esiste: nella La Casa: il rogo del Male emerge infatti che la protagonista viveva con un marito violento e manesco tanto che Lei gli dice dopo l’ennesima litigata “Vai all’inferno!”.
Purtroppo sarà accontenta (oltre a portare iella). Sotto traccia è dunque presente la tematica della violenza di genere oggi di stretta attualità non presente nei precedenti capitoli della saga.
L’8 luglio 2026 correte nelle sale (a stomaco vuoto eh! noi vi abbiamo avvisati!).