Toni Bellasalma – La rotta delle balene
Amici di Pennadicorvo bentornati! Appuntamento estivo con il decimo capitolo di “Toni Bellasalma – La rotta delle balene“.
Sinossi
“Una migrazione di cetacei fantasma porta a Torino i migliori ecto-zoologi del pianeta, ma un assassino colpisce chi si avvicina troppo al segreto de… LA ROTTA DELLE BALENE.”
Il decimo capitolo della saga patrocinata da Bugscomics è frutto della collaborazione tra Luca Blengini ed Enis Temizel.
Sulla scia delle balene.
Dopo una piccolo “break” di tre puntante, torna a dirigere la scena Luca Blengino imbastendo una trama double face: estivo e leggero o più approfondito ed impegnativo.
Albo, dunque, dal “carattere estivo”, dove il nostro Toni si gode una bella vacanza. Indovinate un po’ dove? A Torino, ovviamente! D’altronde, il nostro detective stocastico non può proprio allontanarsi dal capoluogo piemontese, e custode di tal segreto resta messer Blengino.
Per cinque giorni l’anno il capoluogo piemontese accoglie frotte di ecto-zoologi spinti dalla voglia di studiare e svelare i misteri della “trasumanza” delle balene fantasma.
Tra questi studiosi troviamo Edna, ex fiamma di Toni e inveitrice gaelica di stirpe, la quale chiede aiuto al nostro protagonista per smascherare il killer che si sta facendo piazza pulita dei suoi colleghi.


La storia si evolve velocemente e quella che a primo acchito sembra una trama semplice si trasforma, agli occhi di un lettore attento, in un viaggio introspettivo sull’anima e sui misteri che dietro di essa si celano.
Non mancano gli ingredienti tipici a cui siamo abituati, sebbene in questa storia potremmo dire che Toni interpreta per la maggiore il ruolo di “spettatore”, lasciando molto spazio agli altri personaggi.
Essendo in piena estate, in vacanza, è giusto che anche Toni si goda la sua. Complimenti dunque a Blengino per questa scelta!
Cover e disegni.
Cover numero dieci per Randazzo e D’Auria, sebbene non rientri tra le mie copertine preferite, il duo mantiene con facilità la sufficienza.
Copertina doppia anche per questo decimo albo che, in vista del Lucca Comics, propone una variant bianca pronta da sketchare.
Esordio per il turco Enis Temizel che si presenta in pompa magna con un tratto pulito. Adottando uno stile realistico espressionista il quale da vita a tavole ricche di dettagli e degne di nota: la migrazione delle balene nei cieli torinesi potrebbe essere esposta in una mostra di Pop-Surrealistico.
La mano di Enis riesce a dare pienezza alla storia dando agli occhi del lettore uno spettacolo davvero dettagliato.
Manteniamo la rotta
Sebbene la storia non sembri aggiungere nulla al personaggio, resta innegabile l’estro, la freschezza e la profondità delle trame di questa collana.
Un albo introspettivo camuffato da “storia da ombrellone”, che letto fuori dalla regolarità dei precedenti numeri resta pienamente fruibile.
Un abbraccio “Senza Cera”
J-Crow
“UNIFORM”: Spoiler zone!
Come di consueto non manca la Spoiler Zone, dunque se avete letto l’albo potete continuare a navigare serenamente, in caso contrario meglio fermarsi ai saluti e tornare successivamente.
Se nella maggioranza dei precedenti albi ciò che riempiva il “viaggio narrativo” era il tragitto in questo albo è il finale a dare pieno compimento alla trama.
Utilizzando la metafora delle balene, cetacei simbolo della memoria ancestrale, della profondità emotiva e della melodiosa capacità comunicativa, Blengino focalizza l’attenzione sull’irrefrenabile voglia di dare una spiegazione ai fenomeni più misteriosi, da sempre tra gli scopi principali del genere umano.
Sebbene questo bisogno sia sempre stato il carburante che ha portato la gloria a grandi menti, come Leonardo e Oppenheimer, viene da chiedersi quanto sia davvero necessario trovare una spiegazione a qualcosa di “magico”, rischiando così di perderne il gusto: quello di osservarlo e goderselo per ciò che è, con un pizzico di sana ignoranza.
A volte, dunque, potrebbe valere la pena rassegnarsi a una momentanea immaturità, per poter semplicemente conoscere e accettare ciò che ancora non siamo in grado di comprendere.
Dan Brown da una visione di questa idea nel libro “Angeli e Demoni” affermando che religione e scienza non sono antagoniste, bensì alleate: la prima offre una “spiegazione” a ciò che la seconda non è ancora pronta per comprendere.
Ricollegandoci al finale di “La rotta delle balene” vi lascio riflettere su quanto afferma il nostro Toni Bellasalma nella tavola che segue, che racchiude un po’ il senso di quanto detto finora.



