Recensione Dragonero 157-158

Ancora abomini, gharn!
Disordini geopolitici caratterizzano l’incipit di questo numero: la famiglia reale di Candarya ha messo gli occhi sulle cittadelle costiere situate sull’isola degli orchi, importanti snodi strategici per il commercio marittimo.
Gli orchi, razza nota per un deciso temperamento e per un forte senso di giustizia iniziano a mobilitarsi, ma ciò che li muove non è solo un sentimento di difesa e di rivalsa. Il titolo dell’albo non lascia spazio ad alcun dubbio…


Ian e Gmor si recano sull’isola, essi conoscono bene questa popolazione, in primis per l’appartenenza di Gmor a quest’ultima ed inoltre il profondo legame che ha con Keyra, regina degli orchi, figlia primogenita di Garu-Dah, capo della tribù dei Mordi Sabbia.
I nostri hanno fiutato subito il pericolo, avvalorato dal confronto con Keyra, perciò hanno portato con loro la giovane luresinda di nome Milea che sarà la protagonista assoluta di questo numero.
Non manca di certo l’azione che, però, non toglie spazio ad un approfondimento psicologico di molti personaggi (prima tra tutti proprio Milea, ma anche gli esponenti della famiglia reale di Candarya, tra cui Maran), ad un’avventura “cavernosa” e al classico colpo di scena finale che avrà fondamentali ripercussioni future.
Alex Massacci ritorna sulle pagine del romevarlo in splendida forma, totalmente a suo agio nel movimentato, spumeggiante e finemente naturalistico contesto orchico, riempendo ogni scena di carattere brumoso, volto ad una completa espressione, anche grafica, del caos che sta imperversando sull’isola da cui proviene Gmor.

Campana di guerra

Elfi, nani e grifoni
Archiviati, almeno in apparenza, i disordini sull’isola degli orchi, si presentano incombenza più gravi che riguardano altre due razze del mondo dragoneriano: nani ed elfi. Gli Elfi della Guardia Verde sono preoccupati poiché le cristalline acque di un fiume, fondamentale per la loro sopravvivenza, sono state corrotte da qualcosa di antico e sinistro. La corruzione sembra provenire dalle vette della catena montuosa del Margondàr.
Gli elfi chiedono aiuto a Ian e Sera, elfa silvana che comprende appieno il turbamento di un elfo quando la purezza della natura è alterata.

La coppia, da molto tempo ormai affiatata, si reca sul posto e sorvola la zona in groppa ai due fidati grifoni: Nyx e Antracite e s’imbatte in una serie di scavi segreti ad opera di un folto gruppo di nani, i quali sembra stiano nascondendo qualcosa.
Basti sapere che è coinvolto l’ambiguo negromante di nome Oda e tornerà sotto i riflettori un reperto antico recuperato da Dragonero in numero della serie Mondo Oscuro, che innescherà una serie di scoperte non poco importanti per lo sviluppo degli eventi.
Inoltre, si muove nell’ombra la Regina Nera che sta preparando scientemente il terreno per poter tornare in pompa magna al momento opportuno.

A stretto giro di boa dal numero precedente, troviamo un’altra storia fondamentale per la continuity in cui s’intrecciano in modo coeso e sincretico, gran parte delle vicende sospese degli ultimi anni, creando un senso estremamente realistico in cui emerge con forza la cura, l’attenzione e la passione degli autori; i quali, storia dopo storia, riescono a legittimare una sospensione dell’azione convincente e stratificata.
Le tavole, affidate a Diego Bonesso, sono in linea con quelle di Massacci del numero precedente, creando un senso organico tra personaggi ed ambientazioni in cui sembra come se da un momento all’altro tutto potrebbe prendere vita.
