Godzilla Hic Sunt Dracones: Minaccia Aliena – Un blockbuster a fumetti

Giunge al terzo e conclusivo capitolo la miniserie in tre capitoli, creata da Frank Tieri. Godzilla Hic Sunt Dracones III: Minaccia Aliena conclude in modo esemplare il terzo capitolo della saga, con il più riuscito dei capitoli della trilogia.

Un volume bellissimo, che sinceramente ci è più che piaciuto, ci ha conquistato. Ai disegni Angel Hernandez che ha lavorato per IDW anche su Star Trek, che propone uno stile centratissimo per i toni del volume.

Di seguito le nostre impressioni sul volume, ovviamente senza spoiler!

Un B movie dal sapore di blockbuster

La trama riprende quanto seminato nei precedenti volumi, portando avanti la sottotrama della società segreta in stile massonico della Società dei Giganti. Tuttavia per quanto presenti i collegamenti con i due volumi precedenti, il volume risulta comprensibile in forma a se stante.

La storia riprende negli anni ’50, in piena Guerra Fredda, dove un giovane analista di intelligence, Bob Jones a capo del Project Colossus, sostiene da anni la presenza dei Kaiju, la cui esistenza è occultata da secoli dalla Società dei Giganti.

Screditato per le sue teorie ritenute bislacche, l’apparizione pubblica di Godzilla in mondovisione sembra dargli finalmente la credibilità tanto agognata.

Ma, i Kaiju sono solo una delle facce della medaglia. Lo scontro millenario tra due razze aliene, i metaforma Xileni e i Simiani, sta entrando nel vivo. Nel secondo volume infatti gli Xileni, hanno infiltrato la Terra riprendendo le trame di un classico Marvel come Secret Invasion.

Molte sono le citazioni, tra cui al classicissimo La Guerra dei Mondi di Wells.

Tutti contro tutti

Il film come il più classico dei B movie è ricco di colpi di scena, e ad ogni capitolo alza la posta in gioco anche a costo di risultare un filo caciarone.

Mentre Dwight D. Eisenhower cerca di organizzare la resistenza umana, la storia si dipana in una serie di colpi di scena e ribaltamenti di fronte. La guerra assume una scala globale e paradossalmente i Kaiju rappresentano l’ultima speranza della Terra.

Di chi ci si può fidare? Ma soprattutto chi è vicino a noi è davvero chi crediamo che sia? Durante il volume non manca tantissima azione, scontri di proporzione titaniche e una grande varietà di Kaiju.

La sensazione durante la storia è stata quella di una storia ben congeniata, che non perde colpi ma che sa tenere sempre viva l’attenzione.

L’idea di unire kaiju, navicelle aliene e uomini in nero poteva risultare in una maionese impazzita, ma tutti gli ingredienti sono ben bilanciati.

I disegni in particolare, dal sapore vintage ricalcano perfettamente un film anni ’50, senza scadere in un appesentimento eccessivo delle tavole.

Un finale di saga perfetto

Un finale ricco di colpi di scena, che chiude bene la trilogia. Spazio anche per una riflessione interessante sull’amore, aldilà delle razze.

Una storia che trova la sua forza nella sua semplicità, pur unendo tanto elementi. Ciò è possibile grazie all’ottima penna di Frank Tieri che sa sempre quanto osare, senza strafare, costruire sottotrame e coerenza narrativa senza infarcire la storia di dettagli inutili.

Il più bello della trilogia, senza dubbio promosso.

Autore

- / 5
Grazie per aver votato!

Similar Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.