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Toni Bellasalma – Lavori in corso

Amici stocastici esoterici di Pennadicorvo bentrovati! Torniamo in quel di Torino con il quarto capitolo di: “Toni Bellasalma – Lavori in corso“.

Sinossi

“Benvenuto ai Cantieri Sekhmet, Toni! Un labirinto in perenne costruzione dove il tempo si è fermato al 1971 e fervono per l’eternità incessanti… LAVORI IN CORSO”

Il nostro investigatore stocastico si ritroverà ad affrontare una nuova avventura all’interno di un cantiere maledetto del torinese…il tutto a titolo gratuito!

Lavori in corso

Nel paese delle mille opere (molte ancora incompiute) quale titolo migliore di “Lavori in corso” per la storia ambientata in un cantiere maledetto?!

I cantieri, soprattutto quelli abbandonati, sono posti dove il tempo sembra essersi fermato: un limbo spazio-temporale dove qualcosa che dovrebbe essere ancora non è. Dove un secondo può durare un giorno.

In questo numero, fa il suo ingresso in scena Athena Dubois: membro di Singularity, un’agenzia governativa segreta simile ai MIB e ben conosciuta dai fan del Rosso di Edimburgo.

Toni, innamorato (e naturalmente non ricambiato), cederà alla richiesta di Athena di “recuperare” il suo uomo da un cantiere maledetto e “bonificarlo”.

Ancora una volta, il protagonista, da prova di notevoli skills di sopravvivenza (e non solo!) non potendo ricorrere alla stocastica esoterica cabalistica.

Blengino riesce ancora una volta a prendere “ingredienti” comuni, come i classici stereotipi all’italiana, mescolarli con un po’ di attualità che invade i media del nostro Bel Paese, e servire al lettore non la solita minestra, ma un piatto fresco e saporito.

Non mancano frecciatine e battute sulle condizioni economico-sociali attuali: il taglio dei fondi alla sanità, gli stereotipi di inattività nel pubblico impiego (agenti ombra inclusi!) e tanto altro; il tutto diventa un piacevole buen retiro per il lettore “più superficiale” e un’interessante fonte di spunti di riflessione per quello più oculato.

Una trama “circolare” che scorre in maniera più tranquilla e meno frenetica rispetto agli albi precedenti.

Disegni e cover

La cover è affidata come sempre alle mani di Riccardo Randazzo con colori di Fabio D’Auria che mantengono il loro standard qualitativo.

La sceneggiatura prende vita grazie alle chine del classe ’96 Diego Merola. Particolarmente calzante e centranto il suo tratto per la trama di questo n.4. I contrasti tra bianco e nero e le atmosfere cupe permettono al lettore di addentrarsi nel cantiere maledetto insieme a Toni, in disegni totalmente immersivi anche se molto duri e spigolosi in alcuni tratti.

La scelta del disegnatore in questo albo è totalmente azzeccata e, sapendo come lavora Bugs, Diego sarà stato scelto alla lavorazione di questo albo proprio in virtù delle sue skills pittoriche.

In conclusione

In conclusione una storia ben confezionata che in mancanza della solita frenesia regala al lettore l’ingresso di un nuovo personaggio cardine.

Cosa riserva il destino a Toni Bellasalma lo sanno solo Bugs& C., ma sicuramente se ne vedranno delle belle e non escludo un incrocio di strade con Samuel Stern.

Un abbraccio “Senza Cera”

J-Crow

Work in progress…danger spoiler!

Non poteva mancare, per questo quarto numero una piccola sezione spoiler che come sempre invito a leggere soltanto dopo la lettura dell’albo.

Particolarmente colpito dalla non presenza di un cattivo vero e proprio, l’utilizzo dei clichè che supportano la storia è stato davvero utilizzato in maniera eccelsa con il risultato di una trama davvero inusuale per il genere.

Il geom. Hummungus infamato dall’invidia dei colleghi, egli stesso intrappolato all’interno del cantiere, sfrutta le credenze delle altre vittime diventando il capo di una fantomatica setta. Risulta essere in realtà un “benefattore” il quale dona una scopo di vita in quel limbo agli altri prigionieri.

Qui è d’uopo una pausa di riflessione dove sempre più spesso le persone chiedono uno scopo di vita ad altri individui, ignorando il fatto che vivere è già lo scopo principale e soltanto guardandoci dentro possiamo capire quale è la nostra strada. Senza dimenticare di vivere i doni del presente.

Siamo in un cantiere e, ovviamente, non poteva mancare l’anziano umarell. L’osservatore del cantiere è in realtà colui che ne stabilisce l’equilibrio. La sua anima lo tormenta (a sua insaputa) e sarà proprio grazie all’aiuto di Toni che troverà la pace, facendo luce sul suo passato.

L’albo si chiude con la notizia che ormai da anni “infesta” i TG: la complicata gestione dei profughi che cercano salvezza sulle nostre sponde. Termina così la storia con Toni che affida un massiccio numero di crono-profughi alle mani di Athena Dubois.

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