Onslaught: Assalto finale – Un action a tinte splatter.

Dopo il fortunato dittico fantasy (ha diretto i due fruttuosi Godzilla vs. Kong e Godzilla e Kong – Il nuovo impero), Adam Wingard, regista di cult come The Guest (2014) e You’re Next (2011), torna al primo amore: l’action movie con elementi splatter.

In Onslaught, si richiama nei titoli di testa l’Operazione Paperclip, (programma segreto di intelligence degli Stati Uniti, avviato al termine della seconda guerra mondiale, che aveva lo scopo di individuare, selezionare e trasferire ricercatori tedeschi le cui competenze scientifiche e tecnologiche fossero ritenute di interesse strategico per il governo statunitense), e si immagina che tale programma sia continuato nel tempo attraverso i discendenti dei primi scienziati ex nazisti, tanto che in un laboratorio segreto nel New Mexico vengono sviluppati tre “super soldati“, soprannominati Piagnucolone, Scarafaggio e Macellaio, dotati di particolari doti quali visione notturna e resistenza a gas tossici ed alle pallottole.

I 3 hanno anche una caratteristica nefasta, ovvero l’assenza di empatia e rimorso, poiché sono stati creati per massacrare la popolazione civile senza fermarsi fintanto che qualcuno non li elimini. I 3 riescono a fuggire dalla base e cominciano a cercare la popolazione nelle vicinanze per sterminarla, tra cui Celeste Cross, un’ex cecchina dell’esercito, dovrà affrontarli per salvare se stessa e la sua figlioletta.

Un film che scopiazza gli action del passato ma è godibile pur con eccessi senza senso.

Uno dei 3 super soldati

Uscito il 4 settembre 2026 negli States, il film ha ricevuto recensioni contrastanti dalla critica e ha incassato 3,1 milioni di dollari a fronte di un budget di 15 milioni, rivelandosi un flop al botteghino.

Vedremo se in Europa andrà meglio anche perché, tutto sommato, il film funziona ed è esattamente ciò che il pubblico si aspetta: ammazzamenti vari, esecuzioni sommarie, sangue a “ettolitri” come direbbe Marione Brega, e cattivoni talmente senz’anima che nemmeno parlano. Onslaught però non innova nulla, ed attinge a piene mani in ogni suo elemento da cult del passato.

Partiamo dai personaggi, dove troviamo Celeste, (Adria Arjona la quale qui è anche produttrice esecutiva ed è in rampa di lancio a Hollywood, avendo bazzicato con merito la serialità con Narcos e True Detective ed i superhero movies tipo Morbius, per poi rilevare una verve comica in Hit Man – Killer per caso, e che ora cerca la consacrazione con Il caso Thomas Crown, diretto dall’attore fresco di Oscar Michael B. Jordan ed in arrivo in sala nel 2027).

Celeste, che poteva essere interpretata anche da Michelle Rodriguez se non fosse caduta in disgrazia, è la classica “non” mamma vista e rivista, una dura, una combattente, disordinata nella vita quanto negli affetti, tanto che sta per perdere la possibilità di continuare a vedere sua figlia (insomma una figura vista e rivista nel cinema).

Una benda sull’occhio?! E sai che novità!

Anche il fatto che la protagonista debba mettersi una benda sull’occhio è ispirata a personaggi femminili quali Elle Driver (interpretata da Daryl Hannah) in Kill Bill: Volume 1 e Volume 2 (2003-2004), Marie Colvin (interpretata da Rosamund Pike) in A Private War (2018) ed Ilsa Faust (interpretata da Rebecca Ferguson) in Mission: Impossible – Dead Reckoning (2023).

Non parliamo poi della circostanza che uno dei tre super soldati ad un certo punto usa una motosega, espediente copiato da Faccia di cuoio in Non aprite quella porta, nonchè brandita da Christian Bale in American Psycho, ed usata prima di lui anche da Hector in Scarface.

L’aspetto poi dei tre antagonisti ricorda diverse pellicole del passato, come Batman e Robin del 1997 dove “Flagello” era molto simile nell’aspetto e nel mutismo ai suddetti “soldati”. E ancora lo scienziato “post-nazista” semi non vedente è chiaramente una brutta copia di Niander Wallace (Jared Leto) in Blade Runner 2049, e si potrebbe continuare con le “scopiazzature” che saltano agli occhi.

Quanto agli eccessi nel film essi sono di natura “sessuale”, ossia vengono mostrati i gusti in pratiche vietate ai minori sia dello scienziato, a cui piace leccare i piedi di Rebecca Hall (assurdo che l’attrice più famosa del cast appaia per meno di 5 minuti sprecando totalmente la sua partecipazione al film), sia dell’agente speciale tossicodipendente che tra i suoi vari vizi annovera pratiche sadomaso effettuate all’interno di un club esclusivo ed equivoco.

Ma se per il feticismo del primo ciò può evocare la sua sottomissione alla moglie, vero villain del film, le perversioni del secondo non giovano alla trama e dunque non hanno alcun senso logico.

I 3 super soldati pronti a massacrare qualsiasi essere vivente

Menzione d’onore per Reginald VelJohnson, il mitico sergente Al Powell della saga Die Hard, ormai quasi nel dimenticatoio, a cui è stata data una particina come veterano con qualche arma d’assalto in casa (siamo pur sempre nell’America più rurale).

Il film sarà nelle sale dal 1 ottobre e per chi ama gli sparatutto trash è imperdibile!

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