Assorted Crisis Events: una serie atipica

Nel profluvio di pubblicazioni che caratterizzano il mercato a fumetti a stelle e strisce, emergono ancora autori e serie in grado di proporre un approccio atipico; capaci di rinnovare il medium senza scadere nella generale massificazione e mercificazione che, nostro malgrado, lo affligge.

Se c’è un autore in tal senso che con i suoi titoli: da Ultimates ad Absolute Martian Manhunter, fino ad Assorted Crisis Events ha saputo incarnare questa controtendenza, sicuramente c’è Deniz Camp.

Per questa sua ultima serie regolare è Camp è coadiuvato da un ottimo Eric Zawadzki.

La serie è pubblicata in Italia da Panini, è stata voluta fortemente da Nicola Peruzzi, che lasciateci dire, ha sempre l’occhio lungo, visto che ha vinto il premio Eisner come nuova miglior serie.

Di seguito le nostre impressioni!

Nulla di ciò che ti aspetti

Preso il volume in mano come sovente accade si avevano delle aspettative. In questo caso erano certamente alte visto l’autore, ma per spirito di anticipazione l’idea sui contenuti era ben diversa.

Ci aspettavamo una serie dal carattere fortemente fantascientifico, che lo è certamente, ma più incentrata su una trama orizzontale.

Insomma, ci aspettavamo un racconto che partendo da una crisi dello spazio tempo ci rappresentasse un mondo al collasso.

In effetti è così, ma non lo fa nel modo in cui si aspetterebbe. Non ci sono grandi battaglie, scontri epocali, eserciti schierati ma un atomizzazione della società.

Crolla il tessuto sociale e in una metafora nemmeno tanto velata del mondo in cui viviamo. Tutto diventa fluido, precario e sostanzialmente immateriale.

Al centro le storie di uomini comuni, le cui vite vengono stravolte, ma che non hanno una reale capacità di agire e incidere realmente su un cambiamento che li investe passivamente.

Una verticalità che premia

Ogni albo dalla foliazione extra di 32 pagine, dopo il primo di carattere fortemente introduttivo si concentra su un diverso protagonista.

Eric Zawadzki stimolato certamente da Deniz Camp che non è nuovo a questo tipo di sperimentazioni, anzi, gioca molto con le tavole. La gabbai diventa un limite puramente immaginario adattando al massimo il suo stile allo storytelling di Camp.

Si gioca molto con i colori, con le deformazioni e si percepisce grande libertà creativa che però non eccede mai nel caos.

Tornado alla storie, queste hanno un legame tra loro abbastanza debole al punto che sono godibili anche come singoli one-shot. La cosa che colpisce è l’intensità narrativa che Camp riesce a veicolare nelle poche pagine.

Piccoli mondi narrativi emergono nell’arco di 32 pagine, che sembrano in verità molte di più.

Una storia che ci ha particolarmente colpito

Un albo in particolare ci hanno impressionato, ovvero il numero 3 che rappresenta a nostro avviso un vero manifesto di riflessione politica, all’interno di un fumetto popolare come Assorted Crisis Events.

I profughi di una dimensione parallela pressoché identica arrivano nel mondo a loro parallelo a seguito della crisi nel tempo. Inizialmente ben accolti da una società aperta e accogliente, che si dimostra molto disponibile per farli integrare nel nuovo mondo, vedono invece la situazione inziale precipitare velocemente.

Identificati come stranieri, come una minaccia che ruba il lavoro e le donn a chi c’era prima di loro, vengono gradualmente emarginati, etichettati come nemici, odiati.

Camp nell’arco di poche pagine riassume perfettamente i processi di polarizzazione e di radicalizzazione che investono le società contemporanee. Dalla perdita di fiducia nella istituzioni, ai populismi che cavalcano il senso di insicurezza collettivo, fornendo ricette che non vanno certamente a ricostruire la coesione sociale.

Il tutto reso possibile dalla progressiva disumanizzazione reciproca dell’altro, non più come trattato come risorsa ma come minaccia, come quell’altro, quell’ostacolo disfunzionale alla coesione e al benessere sociale.

Polarizzazione, radicalizzazione nei temi, nei termini e nei modi, segregazione abitativa ed economica trasformando l’altro nell’oggetto d’odio.

Insomma una storia dai toni sicuramente impegnativi, ma che spiega perfettamente in poche pagine tematiche quali: il processo di costruzione del nemico, il neo populismo, la radicalizzazione che poi conduce alla violenza politica.

Una scelta certamente coraggiosa.

Tirando le somme

Una serie decisamente sperimentale ma imperdibile. La vera innovazione che serve al fumetto americano. Assolutamente imperdibile!

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