Dylan Dog n. 477 – La camera cremisi.
“Vita mortuorum in memoria est posita vivorum” scriveva Cicerone: la vita dei morti è custodita nella memoria dei vivi. È un concetto antico quanto l’umanità stessa, ma che nel nuovo Dylan Dog trova una declinazione sorprendentemente contemporanea, attraverso una riflessione sul rapporto tra lutto, tecnologia e bisogno di conservare il ricordo di chi non c’è più.