Dylan Dog 474: chi è il bambino che ride? Recensione dell’albo di Baraldi – Freghieri
C’è qualcosa di profondamente inquietante nelle fotografie di cronaca nera. Frammenti di realtà che fissano per sempre un momento tragico. Ma cosa succede se, osservandole bene, ci si accorge che un volto ritorna sempre?
È da questa suggestione che prende avvio Istantanee di ordinaria follia, l’albo 474 di Dylan Dog, una storia sospesa tra mistero e malinconia.
Trama
Chloe, dottoranda in scienze sociali, si rivolge all’Indagatore dell’Incubo per studiare un fenomeno inquietante. Analizzando fotografie di cronaca nera degli ultimi decenni ha notato una presenza ricorrente: un misterioso bambino con un cappotto a scacchi e uno strano sorriso.
Le fotografie sono autentiche, come dimostrato dal professor Adam. Eppure quel bambino non cresce mai e nessuno è mai riuscito a identificarlo.
Chi è davvero?
E perché, di fronte all’orrore, continua a sorridere?
Sceneggiatura
L’albo di questo mese mette insieme due talenti importanti dell’universo dylaniato: Barbara Baraldi ai testi e Giovanni Freghieri ai disegni.
La sceneggiatura della Baraldi costruisce il mistero con grande attenzione al ritmo. Fin dalle prime pagine la tensione cresce lentamente, alimentata da un enigma che rimane sospeso fino all’epilogo.
Proprio nel finale si percepisce una forte eco della tradizione più sclaviana della serie. La narrazione diventa malinconica, quasi sognante, con quella dimensione sospesa tra realtà e immaginazione che ha spesso caratterizzato le storie più memorabili di Dylan Dog.
A metà albo compare anche un elemento curioso: a pagina 79 appare il titolo “La strana storia di Gabriel Greenwood”, come se fosse l’inizio di un nuovo capitolo. Una soluzione narrativa che richiama i primissimi numeri della serie, quando le storie erano suddivise in piccoli capitoletti.
È proprio in questo segmento che sogno, incubo e realtà iniziano a mescolarsi, fino a portare alla rivelazione finale.
Disegni
Per chi scrive, Giovanni Freghieri è stato per anni uno dei disegnatori di riferimento della serie.
Il suo tratto elegante, soprattutto nella rappresentazione dei personaggi femminili, ha contribuito a definire l’immaginario visivo di Dylan Dog per oltre un decennio. Indimenticabili restano storie come La strada verso il nulla, Ananga e Homo Homini Lupus.
Il suo contributo alla miniserie Hellnoir è stato altrettanto significativo, così come il lavoro successivo su Tex.
Non sorprende quindi che questo albo partisse già con ottime premesse dal punto di vista grafico. E infatti il risultato è esattamente quello che ci si aspetta: tavole solide, espressive e capaci di accompagnare perfettamente l’atmosfera sospesa della storia.
Freghieri riesce a rendere il misterioso bambino del cappotto a scacchi una figura davvero disturbante, senza bisogno di effetti eccessivi. Basta uno sguardo, un sorriso appena accennato.
Considerazioni finali
Il numero 474 è una storia che vive soprattutto di atmosfera.
Un racconto che si muove nel sottile spazio nero che separa il reale dal fantastico, dove il mistero non è soltanto un enigma da risolvere ma una sensazione che accompagna tutta la lettura.
Tra una sceneggiatura elegante e il ritorno di un disegnatore molto amato dai lettori, l’albo aggiunge un altro tassello solido alla quinta stagione editoriale della serie.
E dimostra ancora una volta quanto Dylan Dog sappia funzionare al meglio proprio quando decide di muoversi sul confine tra sogno e incubo.

